domenica 3 febbraio 2008

Ho ancora i brividi..

Trama:
Dal romanzo 'Nelle terre estreme' di Jon Krakauer.Fresco di laurea e con un promettente futuro, il ventiduenne Christopher McCandless sceglie di abbandonare la sua vita agiata e di partire alla ventura, verso l'ignoto. Con un obiettivo: arrivare in Alaska.

Crediti:
Regia: Sean Penn
Sceneggiatura: Sean Penn
Fotografia: Eric Gautier
Musiche: Michael Brook ,Eddie Vedder ,Kaki King
Montaggio: Jay Lash Cassidy
Anno: 2007
Nazione: Stati Uniti d'America
Distribuzione: BIM
Durata: 144'
Data uscita in Italia: 25 gennaio 2008
Genere: avventura,drammatico

Ci sono film che non restano rinchiusi nei margini dello schermo e magicamente ti entrano dentro, fino a colmarti. Ci sono film che diventano esperienza, nel momento stesso in cui il vedere e l´ascoltare si trasformano in sentire. Emozioni, vita, dolore, morte, paura, felicità. Into the Wild è un viaggio di puro splendore. Nel quale un ragazzo spinge fino ai limiti estremi una sua scelta morale. La ricerca della solitudine assoluta per misurare il proprio bisogno degli altri. E´ questo il fine ultimo di tutte le avventure, gli incontri e le scelte di Chris McCandless (interpretato da un magnifico Emile Hirsch). Un viaggio che trasforma la fisicità del movimento in una ricerca interiore, esistenziale e allo stesso tempo letteraria e filosofica. Sean Penn amalgama con grande maestria questi tre piani, riportandoli in una forma del racconto che li sappia racchiudere ed esprimere. E allora a dare continuità al rapporto tra vita e scrittura ci pensano le parole in sovrimpressione di Chris, che riempiono lo schermo e si mescolano con le immagini, diventando un´unica materia, quella di cui poi è fatto il cinema. E gli autori e i libri amati da Chris: London, Tolstoj, Il dottor Zivago . Le riflessioni filosofiche (Thoreau) che scaturiscono dal rapporto dell´uomo con la natura, dal suo misurare i propri limiti, dalla sua ricerca della verità.

"La felicità non è reale se non è condivisa" scrive Chris sul suo quaderno. E questa è la sua illuminazione, questa la sua saggezza. Sean Penn lavora in maniera profonda, accurata. Costruisce un film in cui non sono solo i grandi spazi offerti dai paesaggi naturali a riempire l´inquadratura ma anche i dettagli di fiori, piante, animali. Spazi cinematografici pulsanti, vivi, pieni di un´infinita bellezza, perché la natura diventa anche esperienza estetica, visiva. E poi un uso espressivo, poetico della colonna sonora, con le stupende canzoni di Eddie Vedder, i cui testi si misurano sempre con le immagini e con le parole del protagonista. Un modo per esprimere ancora concetti e idee, ma anche per creare emozioni e sensazioni.

Commento tratto da una recensione di Emiliano Bertocchi.

0 commenti: