giovedì 22 novembre 2007

Opinionisti da bar...o da divano.. fate voi!

Stasera pubblico una lettera che ho letto su un giornale (ogni tanto ce la fanno a scrivere qualcosa che non è politically correct) scitta da un "ragazzo della curva sud" e che mi ha colpito molto.
Mi ha colpito perchè quello che scrive è vero.. è vero perchè l'ho vissuto anche io.. l'ho vissuto perchè sono stato abbonato sei anni di seguito in curva e le persone che lui descrive esistono veramente. E mi ha fatto riflettere perchè in questi giorni ne ho sentite tante in giro...commenti di ogni genere... fatti da persone che non sanno neanche cosa sia andare a vedere una partita o non sanno neanche come sia fatta una curva e soprattutto non sanno una cazzo di chi c'è in una curva, daltronde come potrebbero se non ci sono MAI ENTRATI?
Ultimamente sono tutti bravi a dire la sua, benpensanti, giornalisti, opinionisti, commentatori da bar che non hanno mai frequentato uno stadio e che dall'alto del loro "essere italiani medi" vomitano sentenze e sparano il proprio commento sul mondo ultras.
(ma daltronde in Italia è cosi..Cogne..Garlasco..luna rossa contro alinghi..la nazionale di calcio...tutti a tempo debito si improvvisano criminologi/avvocati/allenatori/skipper... e tutto ciò è vomitevole)
Con questo non voglio negare le violenze e nemmeno negare che stiamo parlando di una situazione che sta arrivando al collasso ma io dall'alto del mio essere calmo e tranquillo divento una bestia quando mi si vuole convincere che gli ultras sono tutti delinquenti che non hanno studiato e le guardie adibite al controllo dei disordini pubblici tutte vittime del sistema e agnellini pronti a diventare eroi ogni domenica.
Che amarezza povera ITALIA mia...
Chi mi conosce lo sa...ne ho talmente subiti tanti di abusi di potere allo stadio da parte delle Forze del disOrdine che potrei scrivere un libro... ma questo amici miei, non ve lo diranno mai in TV e sui giornalacci che leggete quando state comodi sulla vostra poltrona o su una triste e tediosa sedia di un bar.
Non vi diranno mai di manganellate a vecchietti di 80anni o a donne indifese..non vi diranno mai di poliziotti che ti insultano se tu gli chiedi "scusi gentilmente mi sa dire dove posso passare per entrare"... questo non ve lo diranno MAI!
E nel dire questo non voglio generalizzare sul mondo delle "guardie"... parlo solo della gestione della celere e dei reparti adibiti a ciò di cui sopra.
C'è tanta gente onesta nei corpi di Polizia e nell'arma dei Carabinieri che fa il suo lavoro con serietà ed è pure malpagata.... cmq qusto è un'altro discorso.
Cmq questo è l'ultimo post che faccio su questo argomento...ho la nausea!...

Tornando a noi.. la lettera è la seguente:


QUELLI CHE SIAMO

Disoccupati sì, ma anche precari, professionisti, avvocati, ingegneri, imprenditori, impiegati, operai, autisti, panettieri, e moltissimi studenti universitari, a dispetto di quel giornalista di Repubblica grande esperto di tifo organizzato che nel corso di uno Speciale TG1 ha dichiarato: “…ma non credo che tra di loro ci sia gente che ha studiato”.
Povero imbecille!
Poverissimi, piccoli borghesi, benestanti, qualcuno ha anche origini nobili, figli di papà, contrariamente con chi afferma che sono solo il frutto del degrado e dell’indigenza.
Ridicoli presuntuosi opinionisti!
Roma, Milano, Napoli, Torino, ma anche Bergamo, Treviso, Padova, Salerno, Taranto dalle metropoli alla piccola città di provincia: 100, 1000, 20.000, 50.000 e forse anche di più.
Ma non erano solo una sparuta, ridicola minoranza?
Chi non esce mai di casa, chi fa tanto sport, chi va in discoteca, chi non ha mai una donna e chi non sa più come tenerle a bada, chi legge i filosofi contemporanei e chi a malapena conosce la lingua italiana, belli come il sole o brutti come la fame, chi è sempre incazzato e chi c’ha una vena comica che fa invidia a Zelig, solitari e trascinatori, pacati e mansueti o violenti da non poterli guardare negli occhi.
Emarginati?
Sì, senza dubbio, emarginati come tutto il resto della gente o meglio estraniati da un contesto dove il sistema intero “se la canta e se la sona”.
L’alta finanza, le banche, la politica, il mondo dello spettacolo, tutti sul carrozzone. Eccoli lì, conduttrici puttane, cocainomani, osservatori, opinionisti, conduttori pervertiti, nani e ballerine, a strombazzare sguaiati la loro inutile, inspiegabile e lautamente remunerata presenza in questo mondo…alla faccia del resto della gente che non se la gode come loro.
Ebbene sì quei ragazzi, sono estranei, sono emarginati da tutto questo, anzi lo rifiutano, lo contestano apertamente.
Odiano, sì odiano e disprezzano tutto questo, lo combattono e, quando possono … lo abbattono.
E per questo che a loro volta sono odiati e disprezzati dal carrozzone, perché non vogliono saltarci su, stanno bene in una curva tutti insieme a cantare, in una macchina che macina chilometri a parlare, in un pub a ridere e scherzare o per la strada uno accanto all’altro affinché nessuno possa passare.
Compatti eppure diversi tra loro.
Non è vero, caro ennesimo emerito giornalista benpensante che hai dichiarato che “sono loro la vera casta pericolosa”.
Non siamo una casta, siamo i tuoi quartieri, la tua città, l’espressione del tuo popolo…quello duro…quello di cui tu, occupante a pagamento del carrozzone, fai bene ad essere preoccupato.

Un ragazzo della Sud

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